Come cambia il calcolo del codice fiscale estero
Nel calcolo del codice fiscale estero le prime sei lettere di cognome e nome, la codifica dell'anno, del mese e del giorno funzionano esattamente come per chi è nato in Italia. L'unica differenza riguarda i quattro caratteri del luogo di nascita, perché non esiste un comune italiano a cui fare riferimento.
Se vuoi capire nel dettaglio come si costruiscono gli altri blocchi, la guida al calcolo spiega passo per passo consonanti, lettera del mese e carattere di controllo.
Il codice Z dello Stato estero

Al posto del comune, per chi nasce fuori dall'Italia si usa un codice che inizia con la lettera Z seguita da tre cifre. Ogni Stato ha il suo codice nell'elenco ufficiale.
| Stato | Codice | Stato | Codice |
|---|---|---|---|
| Germania | Z112 | Romania | Z129 |
| Francia | Z110 | Albania | Z100 |
| Svizzera | Z133 | Marocco | Z330 |
| Regno Unito | Z114 | Cina | Z210 |
| Belgio | Z103 | Brasile | Z602 |
Il calcolatore include l'elenco completo degli Stati esteri: digitando il nome del Paese ottieni il codice Z corretto senza doverlo cercare a mano.
Come si richiede il codice fiscale in Italia

La procedura dipende dal motivo del soggiorno. Chi entra per lavoro subordinato o ricongiungimento familiare riceve spesso il codice tramite lo Sportello Unico per l'Immigrazione. Chi presenta domanda di permesso di soggiorno lo ottiene in Questura. Studenti e cittadini dell'Unione Europea lo richiedono all'ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate con il passaporto o un documento equivalente.
La prima attribuzione è gratuita e non richiede pagamenti. Il codice serve per lavorare, firmare un contratto di affitto, aprire un conto o iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale.
Elenco dei codici Z per gli Stati esteri più comuni
L'elenco ufficiale degli Stati esteri comprende oltre duecento voci. Di seguito trovi i codici Z dei Paesi da cui proviene la maggior parte delle persone che richiedono il codice fiscale in Italia. Il calcolatore include l'elenco completo e aggiornato.
| Stato | Codice | Stato | Codice |
|---|---|---|---|
| Germania | Z112 | Ucraina | Z138 |
| Francia | Z110 | Polonia | Z127 |
| Regno Unito | Z114 | Moldova | Z140 |
| Svizzera | Z133 | India | Z222 |
| Spagna | Z131 | Bangladesh | Z249 |
| Belgio | Z103 | Pakistan | Z236 |
| Romania | Z129 | Egitto | Z336 |
| Albania | Z100 | Tunisia | Z352 |
| Marocco | Z330 | Nigeria | Z347 |
| Cina | Z210 | Brasile | Z602 |
I codici Z non cambiano nel tempo, ma l'elenco degli Stati viene aggiornato quando mutano gli assetti geopolitici, per esempio alla nascita di nuovi Stati. Chi è nato in un Paese che nel frattempo ha cambiato nome o confini conserva comunque il codice attribuito al momento della nascita.
Documenti necessari per la richiesta
Per ottenere il codice fiscale, uno straniero deve presentare un documento di identità valido. Per i cittadini extra Unione Europea si tratta del passaporto, eventualmente accompagnato dal permesso di soggiorno o dalla ricevuta della domanda. Per i cittadini dell'Unione Europea è sufficiente un documento di identità del proprio Paese.
In base al motivo del soggiorno possono servire documenti aggiuntivi. Chi arriva per lavoro può dover esibire il nulla osta o il contratto, chi arriva per studio la documentazione di iscrizione, chi presenta domanda di protezione internazionale la relativa ricevuta. In caso di richiesta tramite un delegato, serve una delega firmata e la copia del documento del richiedente.
La richiesta si presenta compilando il modulo previsto dall'Agenzia delle Entrate, disponibile presso gli uffici territoriali. Al termine della procedura viene rilasciato un certificato di attribuzione con il codice fiscale stampato, utilizzabile fin da subito in attesa della tessera.
Tempi e costi della procedura
La prima attribuzione del codice fiscale è gratuita e, allo sportello dell'Agenzia delle Entrate, immediata: il certificato di attribuzione viene consegnato durante la visita. Quando la richiesta passa attraverso lo Sportello Unico per l'Immigrazione o la Questura, i tempi dipendono dalla pratica principale a cui il codice è collegato.
La tessera sanitaria plastificata, che riporta il codice fiscale, viene inviata per posta all'indirizzo di residenza e arriva di solito entro alcune settimane. Nel frattempo il codice è già valido e può essere usato nei moduli e nei contratti. Chi non ha diritto all'assistenza sanitaria riceve il solo tesserino del codice fiscale.
Non esiste alcun costo ufficiale per ottenere, recuperare o duplicare il codice fiscale. I siti che chiedono un pagamento per questo servizio non sono ufficiali e vanno evitati. Le informazioni e la modulistica sono disponibili gratuitamente sui canali dell'Agenzia delle Entrate.
Codice fiscale per studenti internazionali
Gli studenti stranieri che frequentano un'università o un corso in Italia hanno bisogno del codice fiscale per numerose pratiche: iscrizione, pagamento delle tasse universitarie, apertura di un conto corrente, contratto di affitto e iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale o stipula di un'assicurazione sanitaria.
Gli studenti dell'Unione Europea possono richiedere il codice direttamente all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate con un documento di identità. Gli studenti extra Unione Europea lo ottengono di solito in fase di rilascio del visto o del permesso di soggiorno per studio, oppure allo sportello dell'Agenzia con il passaporto.
Molte università offrono un supporto agli studenti internazionali per queste pratiche, tramite gli uffici per gli studenti stranieri. Conoscere in anticipo il proprio codice, calcolandolo con lo strumento in cima alla pagina, aiuta a compilare i moduli senza attendere il documento ufficiale.
Lavoratori stranieri e datori di lavoro
Per assumere un lavoratore straniero, il datore di lavoro ha bisogno del suo codice fiscale, indispensabile per la comunicazione di assunzione, la busta paga e i versamenti contributivi. Senza codice fiscale non è possibile formalizzare regolarmente un rapporto di lavoro.
Per il lavoro subordinato di cittadini extra Unione Europea, il codice viene spesso attribuito tramite lo Sportello Unico per l'Immigrazione, contestualmente al nulla osta al lavoro. In altri casi il lavoratore lo richiede all'Agenzia delle Entrate. Il datore di lavoro può assistere il dipendente nella procedura, nel rispetto delle regole sul soggiorno.
Anche i lavoratori autonomi e i professionisti stranieri che operano in Italia hanno bisogno del codice fiscale, a cui si affianca la partita IVA quando aprono un'attività. Il codice identifica la persona, mentre la partita IVA riguarda l'esercizio dell'attività ai fini dell'imposta sul valore aggiunto.
Cittadini italiani nati all'estero
Anche un cittadino italiano nato all'estero ha un codice fiscale costruito con il codice Z dello Stato di nascita. Gli italiani iscritti all'anagrafe consolare possono richiederlo o recuperarlo tramite il consolato competente, senza rientrare in Italia. Lo stesso vale per i figli di italiani nati all'estero, che ricevono il codice al momento della registrazione della nascita presso il consolato.
Turisti e soggiorni brevi
Un turista che visita l'Italia per pochi giorni di solito non ha bisogno del codice fiscale. Diventa necessario solo quando si compie un'operazione che lo richiede, come firmare un contratto, aprire un conto o svolgere una pratica amministrativa. In quei casi si richiede all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate con il passaporto.
Cittadinanza italiana e codice fiscale
Il codice fiscale non dipende dalla cittadinanza ma dai dati anagrafici, in particolare dal luogo di nascita. Chi ottiene la cittadinanza italiana mantiene il codice fiscale che già possedeva: se è nato all'estero, il suo codice continua a contenere il codice Z dello Stato di nascita, anche dopo essere diventato cittadino italiano.
Questo sorprende molte persone che, ottenuta la cittadinanza, si aspettano un codice con il riferimento a un comune italiano. In realtà il codice fotografa il luogo di nascita e non cambia con la cittadinanza. Un cittadino italiano nato a Berlino avrà sempre il codice Z112 della Germania nel proprio codice fiscale.
Il codice cambia solo in caso di rettifica dei dati anagrafici, per esempio se emerge un errore nei dati originari o a seguito di una variazione ufficiale del nome. In tutti gli altri casi resta stabile per tutta la vita, indipendentemente da cittadinanza, residenza o stato civile.
Recupero del codice fiscale per chi vive all'estero
Chi vive all'estero può avere bisogno di recuperare il proprio codice fiscale italiano, per esempio per una pratica fiscale, una successione o la gestione di beni in Italia. Il recupero è possibile senza rientrare nel Paese.
Il modo più semplice è consultare un documento che riporta già il codice, come un vecchio tesserino, una dichiarazione dei redditi o un atto notarile. In alternativa, gli italiani residenti all'estero iscritti all'anagrafe consolare possono rivolgersi al consolato competente, che gestisce le pratiche relative al codice fiscale per i connazionali all'estero.
Se conosci i tuoi dati anagrafici completi, puoi anche ricostruire il codice con lo strumento in cima alla pagina, ricordando che il valore ufficiale resta quello attribuito dall'Agenzia delle Entrate. Per chi è nato all'estero, il calcolo richiede il nome dello Stato di nascita, che lo strumento traduce nel codice Z corrispondente.
Errori comuni nel calcolo per chi è nato all'estero
Il calcolo del codice fiscale per chi è nato all'estero segue le stesse regole di quello italiano, ma ci sono alcuni errori tipici da evitare. Il primo riguarda il luogo di nascita: bisogna usare il codice Z dello Stato, non un comune italiano, anche se la persona risiede in Italia da anni.
Un secondo errore riguarda i nomi e i cognomi stranieri. I segni diacritici, come gli accenti e i caratteri speciali di altre lingue, vanno rimossi prima dell'estrazione delle lettere: la lettera con dieresi diventa la lettera di base corrispondente. Le lettere straniere presenti nell'alfabeto latino, come J, K, W, X e Y, si mantengono e contano come consonanti.
Un terzo errore riguarda l'ordine dei nomi. Le persone con più nomi devono inserirli tutti nell'ordine esatto in cui compaiono sul documento anagrafico, perché l'ordine cambia il risultato. Il calcolatore in cima alla pagina gestisce automaticamente accenti e caratteri speciali, ma resta importante inserire nomi, cognome e Stato di nascita esattamente come risultano dai documenti ufficiali.
Codice fiscale e Servizio Sanitario Nazionale per gli stranieri
Per gli stranieri che vivono in Italia, il codice fiscale è la chiave di accesso all'assistenza sanitaria. Serve per iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale, scegliere il medico di base o il pediatra e ricevere la tessera sanitaria, che riporta proprio il codice fiscale sul fronte.
Chi ha un permesso di soggiorno per lavoro, per ricongiungimento familiare o per altri motivi che danno diritto all'assistenza può iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale in modo gratuito o con un contributo, a seconda della situazione. Chi non rientra in queste categorie può comunque avere il codice fiscale e stipulare un'assicurazione sanitaria privata, ricevendo in questo caso il solo tesserino del codice fiscale senza le funzioni sanitarie.
Per i cittadini dell'Unione Europea che soggiornano temporaneamente, la Tessera Europea di Assicurazione Malattia del proprio Paese copre le cure necessarie, mentre per un soggiorno stabile si procede con l'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale e l'attribuzione del codice fiscale italiano. In ogni caso, il codice fiscale resta il riferimento che collega la persona alle prestazioni sanitarie ricevute in Italia.
Avere il codice fiscale fin dai primi giorni è quindi importante non solo per le pratiche amministrative, ma anche per accedere alle cure. Conoscerlo in anticipo, calcolandolo con lo strumento in cima alla pagina a partire dai dati anagrafici e dallo Stato di nascita, aiuta a velocizzare l'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale.
Domande frequenti
Come si calcola il codice fiscale per chi è nato all estero?
Si usa lo stesso algoritmo del codice italiano, ma al posto del codice del comune si mette un codice che inizia con la lettera Z seguito da tre cifre che identificano lo Stato estero di nascita. Le lettere di cognome e nome e la codifica della data non cambiano.
Cos è il codice Z nel codice fiscale?
È il codice catastale riservato agli Stati esteri. Ogni Paese ha un codice che inizia con Z: la Germania è Z112, la Francia Z110, il Marocco Z330, l Albania Z100. Sostituisce i quattro caratteri del comune per chi non è nato in Italia.
Uno straniero come richiede il codice fiscale in Italia?
Dipende dal motivo del soggiorno. Chi entra per lavoro o ricongiungimento lo riceve spesso tramite lo Sportello Unico per l Immigrazione, chi presenta domanda di permesso di soggiorno in Questura, gli altri, come studenti e cittadini UE, all ufficio dell Agenzia delle Entrate con il passaporto.
Serve il codice fiscale ai turisti?
Di solito no, per una breve visita non serve. Diventa necessario quando si compie un operazione che lo richiede, come firmare un contratto, aprire un conto o svolgere una pratica amministrativa.
Un cittadino italiano nato all estero ha il codice con la Z?
Sì. Anche gli italiani nati all estero hanno un codice fiscale costruito con il codice Z dello Stato di nascita. Possono richiederlo o recuperarlo tramite il consolato competente.
Il calcolatore funziona anche per gli Stati esteri?
Sì. Nel campo del luogo di nascita puoi digitare il nome dello Stato estero: lo strumento usa l elenco ufficiale dei codici Z e calcola il codice fiscale corretto.
Quali documenti servono a uno straniero per il codice fiscale?
Serve un documento di identità valido: il passaporto per i cittadini extra UE, eventualmente con permesso di soggiorno o ricevuta della domanda, oppure un documento di identità per i cittadini UE. In base al motivo del soggiorno possono servire documenti aggiuntivi.
Quanto costa ottenere il codice fiscale?
Nulla. La prima attribuzione e ogni duplicato sono gratuiti presso l Agenzia delle Entrate. Diffida dei siti che chiedono un pagamento per ottenere o recuperare il codice fiscale.
Uno studente internazionale ha bisogno del codice fiscale?
Sì, serve per l iscrizione, il pagamento delle tasse universitarie, l apertura di un conto, il contratto di affitto e l assistenza sanitaria. Gli studenti UE lo richiedono all Agenzia delle Entrate, gli extra UE spesso con il permesso di soggiorno per studio.
Un lavoratore straniero come ottiene il codice fiscale?
Per il lavoro subordinato extra UE il codice viene spesso attribuito dallo Sportello Unico per l Immigrazione insieme al nulla osta. In altri casi si richiede all Agenzia delle Entrate con il passaporto. Serve al datore di lavoro per l assunzione e la busta paga.
Il codice Z cambia se lo Stato cambia nome o confini?
No. Il codice resta quello attribuito al momento della nascita. L elenco degli Stati viene aggiornato per le nuove nazioni, ma chi è già nato conserva il proprio codice originario.
Sito indipendente, non affiliato all'Agenzia delle Entrate. Per l'attribuzione ufficiale del codice rivolgiti all'Agenzia o al consolato competente.
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