Aggiornato al 2026 · Algoritmo ufficiale DM 1976

Calcolo Codice Fiscale semplice, esatto, immediato.

Inserisci i tuoi dati e ottieni il calcolo codice fiscale in un istante, con la stringa di 16 caratteri completa. Il calcolo codice fiscale avviene nel tuo browser: nessun dato viene inviato, salvato o condiviso.

Gratuito Senza registrazione Privacy garantita
7.904comuni italiani
200+Stati esteri
1976algoritmo ufficiale
Algoritmo verificato
Il calcolatore

Strumento indipendente. Il codice ufficiale è solo quello rilasciato dall'Agenzia delle Entrate.

Il tuo codice fiscale
Risposta rapida: il calcolo del codice fiscale trasforma nome, cognome, sesso, data di nascita e comune di nascita in un codice di 16 caratteri alfanumerici. Il nostro strumento applica l'algoritmo ufficiale definito dal Decreto Ministeriale del 23 dicembre 1976 e restituisce il risultato in meno di un secondo, direttamente nel tuo browser. Nessun dato viene inviato, salvato o condiviso.

Il calcolo codice fiscale è l'operazione che ogni giorno migliaia di persone cercano online per ottenere il proprio codice di 16 caratteri senza aspettare il tesserino dell'Agenzia delle Entrate. Che tu debba compilare un modulo, firmare un contratto di lavoro, aprire un conto corrente o iscrivere un figlio a scuola, il codice fiscale ti serve subito, e questo strumento te lo fornisce in modo gratuito e immediato.

Il calcolo codice fiscale segue una logica semplice. Tu inserisci cinque informazioni anagrafiche, il calcolatore le elabora seguendo le stesse regole che usa l'amministrazione finanziaria italiana, e in cambio ottieni la stringa completa con la spiegazione di ogni singola lettera. Non devi installare niente, non devi registrarti e non devi pagare.

In questa pagina trovi lo strumento di calcolo codice fiscale pronto all'uso e, subito sotto, una guida completa che spiega come funziona il codice fiscale, come si calcola a mano, come si richiede quello ufficiale, cosa cambia per gli stranieri, per i neonati e per le aziende, e come gestire i casi particolari come l'omocodia. Che tu voglia calcolare, generare o creare un codice fiscale, il calcolo codice fiscale parte sempre da qui.

Calcolatore online del codice fiscale italiano con il risultato scomposto per blocchi
Il calcolatore mostra il codice di 16 caratteri con ogni blocco evidenziato.

Come usare il calcolatore del codice fiscale

Calcolatore del codice fiscale accessibile su desktop, tablet e smartphone senza installazione
Il calcolo codice fiscale funziona su ogni dispositivo: locale e istantaneo, nessuna app da installare.
In breve: compila i campi Nome, Cognome, Sesso, Data di nascita e Comune di nascita, poi premi "Calcola il Codice Fiscale". Il calcolo codice fiscale online avviene sul tuo dispositivo e il risultato compare all'istante, con la scomposizione dei sette blocchi che formano la stringa.

Usare questo calcolatore codice fiscale richiede meno di trenta secondi. Il modulo che vedi in cima alla pagina ha cinque campi e nessuno di questi è complicato da riempire.

Nel campo Nome scrivi il tuo nome così come compare sui documenti, senza abbreviazioni. Se hai più nomi, come "Anna Maria" o "Luca Giovanni", inseriscili tutti nell'ordine esatto dell'atto di nascita, perché l'ordine cambia il risultato del calcolo cf.

Nel campo Cognome inserisci il cognome completo. Per i cognomi composti o con particelle, come "De Luca" o "Lo Russo", scrivi tutto senza saltare nessuna parte, spazi inclusi.

Il campo Sesso ha due opzioni, Maschio e Femmina, e determina come viene codificato il giorno di nascita. Il campo Data di nascita va compilato nel formato giorno, mese e anno. Il campo Comune di nascita ha un elenco a comparsa: inizia a digitare il nome del comune e seleziona quello corretto dalla lista, che è basata sui codici catastali ufficiali. Chi è nato all'estero digita invece il nome dello Stato.

Premi il pulsante verde e ottieni il tuo codice, gratis e senza limiti di utilizzo. Puoi ripetere il codice fiscale calcolo tutte le volte che vuoi, per te o per altri familiari, e copiare ogni risultato con un clic.

Che cos'è il codice fiscale e a cosa serve

Infografica della struttura completa del codice fiscale italiano a 16 caratteri
La struttura dei 16 caratteri usati nel calcolo codice fiscale: cognome, nome, data e sesso, comune e controllo.
Definizione: il codice fiscale è il codice alfanumerico di 16 caratteri che identifica in modo univoco ogni persona fisica di fronte alla pubblica amministrazione italiana. Lo rilascia l'Agenzia delle Entrate e serve per lavorare, pagare le tasse, accedere alla sanità, firmare contratti e usare quasi ogni servizio pubblico e privato del Paese.

Il codice fiscale è nato con la legge del 1973 che ha istituito l'anagrafe tributaria, e le regole tecniche per costruirlo sono state fissate dal Decreto del Ministero delle Finanze del 23 dicembre 1976. Da allora ogni persona che ha un rapporto con l'amministrazione italiana ne possiede uno, e resta lo stesso per tutta la vita, anche se cambi residenza, stato civile o cittadinanza.

La sua funzione principale è distinguere una persona da tutte le altre. In un Paese di quasi sessanta milioni di abitanti esistono molte persone con lo stesso nome e cognome, e senza un identificativo univoco l'amministrazione non potrebbe collegare con certezza una dichiarazione dei redditi, un contratto o una prestazione sanitaria alla persona giusta. Il codice fiscale risolve questo problema perché racchiude in sé nome, cognome, data di nascita, sesso e luogo di nascita.

Chi rilascia il codice fiscale

L'unico ente autorizzato a rilasciare e attribuire ufficialmente il codice fiscale è l'Agenzia delle Entrate. Quando un bambino nasce in Italia, il codice viene generato in automatico al momento della registrazione all'anagrafe comunale e stampato sulla tessera sanitaria. Per gli adulti che non lo hanno ancora, per esempio chi arriva dall'estero, l'attribuzione avviene allo sportello di un ufficio territoriale dell'Agenzia oppure, per chi vive fuori dall'Italia, tramite il consolato.

Uno strumento come il nostro esegue il calcolo del codice fiscale applicando lo stesso algoritmo pubblico, ma non lo attribuisce ufficialmente. Serve a conoscere in anticipo quale sarà il tuo codice, a verificarne la coerenza o a recuperarlo quando non hai il tesserino sotto mano. Il valore legale resta soltanto a quello registrato dall'Agenzia.

A cosa serve nella vita quotidiana

L'elenco delle situazioni in cui ti viene chiesto il codice fiscale è lungo. Ti serve per firmare un contratto di lavoro e comparire nella busta paga. Ti serve per aprire un conto corrente, sottoscrivere un mutuo o stipulare una polizza assicurativa. Ti serve per iscriverti al Servizio Sanitario Nazionale e ottenere il medico di base, per comprare farmaci con detrazione fiscale, per iscrivere i figli a scuola e all'università.

Il codice fiscale compare anche in ogni fattura intestata a te, in ogni ricetta medica, nei contratti di affitto, nell'acquisto di un'auto, nelle pratiche notarili e nella richiesta di quasi ogni bonus o agevolazione statale. Per questo capita spesso di doverlo scrivere di fretta e di doverlo calcolare o recuperare quando la tessera non è a portata di mano.

Come è fatto: i 16 caratteri

Il codice è composto da 16 caratteri divisi in blocchi con un significato preciso. Le prime tre lettere derivano dal cognome, le tre successive dal nome. Seguono due cifre per l'anno di nascita, una lettera per il mese e due cifre per il giorno, che incorporano anche l'informazione sul sesso. Poi arrivano quattro caratteri che identificano il comune o lo Stato estero di nascita, e infine un carattere di controllo che chiude e valida l'intera stringa.

Questa struttura fa sì che il codice non sia una sequenza casuale ma un piccolo documento leggibile: chi conosce le regole può risalire dalla stringa ai dati anagrafici, operazione che approfondiamo nello strumento dedicato al codice fiscale inverso. Nella prossima sezione vediamo esattamente come questi 16 caratteri prendono forma.

Come si calcola il codice fiscale: il metodo completo

Processo di calcolo del codice fiscale in 5 passaggi con esempio Mario Rossi
Il calcolo codice fiscale passo dopo passo: dai dati anagrafici al codice, con l'esempio di Mario Rossi.
Come si calcola: il codice fiscale si ottiene in cinque passaggi. Si estraggono le consonanti e le vocali dal cognome (3 caratteri) e dal nome (3 caratteri), si codificano anno, mese e giorno di nascita (il giorno aumenta di 40 per le donne), si aggiunge il codice catastale del comune di nascita (4 caratteri) e si calcola il carattere di controllo finale. Il totale è sempre 16 caratteri.

Capire come si calcola il codice fiscale ti permette di controllare a mano il risultato del calcolatore e di capire perché due persone con nomi simili ottengono codici diversi. Le regole del calcolo codice fiscale sono quelle del decreto del 1976 e non sono mai cambiate. Vediamole una per una, con esempi concreti, così il calcolo codice fiscale non avrà più segreti.

Passaggio 1: le tre lettere del cognome

Le prime tre lettere del codice si ricavano dal cognome prendendo prima le consonanti e poi, se non bastano, le vocali, nell'ordine in cui compaiono.

La regola pratica è questa. Scrivi il cognome, separa le consonanti dalle vocali e prendi le prime tre consonanti. Il cognome "Rossi" ha le consonanti R, S, S e diventa RSS. Il cognome "Bianchi" ha B, N, C, H e prende le prime tre, cioè BNC.

Se le consonanti sono meno di tre, si aggiungono le vocali nell'ordine di comparsa. Il cognome "Rosa" ha solo due consonanti, R e S, quindi si prende la prima vocale disponibile, la O, e diventa RSO. Se anche unendo consonanti e vocali non si arriva a tre caratteri, cosa che capita con cognomi molto corti come "Fo", si completa con la lettera X. "Fo" diventa quindi FOX.

Passaggio 2: le tre lettere del nome

Il nome segue una regola quasi identica a quella del cognome, con una sola differenza importante che riguarda i nomi con molte consonanti.

Se il nome ha quattro o più consonanti, non si prendono le prime tre, ma la prima, la terza e la quarta. Il nome "Marco" ha le consonanti M, R, C: sono solo tre, quindi si prendono tutte e diventa MRC. Il nome "Francesco" invece ha le consonanti F, R, N, C, S, C: essendo più di tre, si scartano la seconda e si prende prima, terza e quarta, cioè F, N, C, che danno FNC.

Quando le consonanti sono esattamente tre, si prendono tutte e tre nell'ordine. Quando sono meno di tre, si aggiungono le vocali come per il cognome, e se serve si completa con la X. Questa regola della prima, terza e quarta consonante è il motivo per cui molte persone che provano a generare il codice fiscale a mano sbagliano proprio la parte del nome.

Passaggio 3: l'anno e il mese di nascita

Dopo le sei lettere di cognome e nome arriva la codifica della data. L'anno di nascita si esprime con le ultime due cifre. Chi è nato nel 1985 avrà 85, chi è nato nel 2003 avrà 03, chi è nato nel 1999 avrà 99.

Il mese di nascita si trasforma in una singola lettera, secondo una tabella fissa che salta alcune lettere dell'alfabeto per evitare confusione. Questa è la tabella ufficiale dei mesi:

MeseLetteraMeseLettera
GennaioALuglioL
FebbraioBAgostoM
MarzoCSettembreP
AprileDOttobreR
MaggioENovembreS
GiugnoHDicembreT

Chi è nato ad agosto avrà quindi la lettera M, chi è nato a marzo la lettera C. Memorizzare questa tabella è utile perché la lettera del mese è una delle informazioni che si leggono più facilmente in un codice già esistente.

Passaggio 4: il giorno e il sesso

Il giorno di nascita e il sesso vengono codificati insieme, in due cifre, con un meccanismo semplice ed elegante.

Per gli uomini si scrive il giorno di nascita così com'è, con lo zero davanti se è una sola cifra. Un uomo nato il 1 del mese avrà 01, uno nato il 24 avrà 24.

Per le donne si somma 40 al giorno di nascita. Una donna nata il 1 del mese avrà 41, una nata il 24 avrà 64. Questo trucco permette di codificare in due cifre sia il giorno sia il sesso: se il numero è compreso tra 01 e 31 si tratta di un uomo, se è compreso tra 41 e 71 si tratta di una donna. È lo stesso principio che consente di ricavare il sesso da un codice esistente quando si usa lo strumento di codice fiscale inverso.

Passaggio 5: il codice del comune di nascita

I quattro caratteri successivi identificano il luogo di nascita e si chiamano codice catastale o codice Belfiore. Ogni comune italiano ha un suo codice formato da una lettera seguita da tre cifre. Roma, per esempio, ha il codice H501, Milano F205, Napoli F839, Torino L219.

Questi codici sono elencati in una tabella ufficiale gestita a partire dai dati catastali e anagrafici nazionali, ed è la stessa tabella che il nostro calcolatore consulta quando digiti il nome del comune. Per chi è nato all'estero il discorso cambia: al posto del comune si usa un codice che inizia con la lettera Z seguito da tre cifre che identificano lo Stato estero. Approfondiamo questo caso nella sezione dedicata a chi è nato fuori dai confini e nella guida per stranieri.

Passaggio 6: il carattere di controllo

L'ultimo carattere, il sedicesimo, è il carattere di controllo. Non deriva dai dati anagrafici ma si calcola a partire dai quindici caratteri precedenti, e serve a intercettare gli errori di trascrizione.

Il meccanismo funziona così. Si guardano i quindici caratteri e si dividono in due gruppi, quelli in posizione dispari (primo, terzo, quinto e così via) e quelli in posizione pari (secondo, quarto, sesto e così via). A ogni carattere si assegna un valore numerico secondo due tabelle diverse, una per le posizioni dispari e una per le posizioni pari. Si sommano tutti i valori, si calcola il resto della divisione per 26 e si converte quel resto in una lettera da A a Z.

Non serve memorizzare le tabelle di conversione per usare il calcolatore, perché il conto avviene in automatico, ma sapere che questo carattere esiste ti aiuta a capire perché anche un solo errore di battitura nel codice lo rende invalido. È proprio su questo controllo che si basa lo strumento di verifica del codice fiscale, che segnala se una stringa è formalmente corretta oppure no.

Esempio svolto dalla A alla Z: come creare un codice fiscale a mano

Tessera Sanitaria italiana con il codice fiscale RSSMRA85M01H501Q scomposto nei suoi sette elementi
Il codice di Mario Rossi (RSSMRA85M01H501Q) scomposto sulla Tessera Sanitaria.
Esempio pratico: prendiamo Mario Rossi, uomo, nato a Roma il 1 agosto 1985. Il risultato del calcolo è RSSMRA85M01H501Q. Cognome RSS, nome MRA, anno 85, mese M (agosto), giorno e sesso 01, comune H501 (Roma), carattere di controllo Q. Ogni blocco segue le regole viste sopra.

Il modo migliore per capire come si crea un codice fiscale è seguire un esempio completo, dal primo all'ultimo carattere. Usiamo un caso semplice e poi ne aggiungiamo altri due che mostrano le eccezioni più frequenti.

Il caso base: Mario Rossi

Mario Rossi è un uomo nato a Roma il 1 agosto 1985. Vediamo come si costruisce il suo codice, blocco per blocco.

Il cognome "Rossi" ha le consonanti R, S, S. Sono già tre, quindi le prime tre lettere sono RSS. Il nome "Mario" ha le consonanti M, R: sono solo due, quindi si aggiunge la prima vocale, la A, e si ottiene MRA. L'anno 1985 dà le ultime due cifre, 85. Il mese di agosto corrisponde alla lettera M secondo la tabella dei mesi. Il giorno è il 1 e, trattandosi di un uomo, si scrive 01. Roma ha il codice catastale H501. Mettendo insieme i primi quindici caratteri otteniamo RSSMRA85M01H501, e il calcolo del carattere di controllo aggiunge la Q finale. Il codice completo è RSSMRA85M01H501Q.

Una variante femminile: Anna Bianchi

Ora prendiamo Anna Bianchi, donna nata a Milano il 12 marzo 1990, per vedere come cambia la codifica del giorno.

Il cognome "Bianchi" ha le consonanti B, N, C, H: si prendono le prime tre, BNC. Il nome "Anna" ha le consonanti N, N: sono due, quindi si aggiunge la prima vocale A e diventa NNA. L'anno 1990 dà 90. Il mese di marzo è la lettera C. Qui arriva la differenza: Anna è una donna, quindi al giorno 12 si somma 40 e si ottiene 52. Milano ha il codice F205. I primi quindici caratteri sono BNCNNA90C52F205, e il carattere di controllo finale completa la stringa. Se avessi scritto 12 al posto di 52 avresti generato il codice di un uomo, ed è l'errore più comune quando si prova a calcolare un codice femminile a mano.

Un nome lungo: Francesco Esposito

L'ultimo esempio serve a fissare la regola del nome con molte consonanti. Prendiamo Francesco Esposito, uomo nato a Napoli il 30 novembre 1978.

Il cognome "Esposito" ha le consonanti S, P, S, T: si prendono le prime tre, SPS. Il nome "Francesco" ha le consonanti F, R, N, C, S, C: essendo più di tre, non si prendono le prime tre ma la prima, la terza e la quarta, cioè F, N, C, che danno FNC. L'anno 1978 dà 78, il mese di novembre la lettera S, il giorno 30 di un uomo resta 30, Napoli ha il codice F839. Il risultato dei primi quindici caratteri è SPSFNC78S30F839, più il carattere di controllo.

Questi tre esempi coprono le situazioni che incontri più spesso. Se vuoi il calcolo codice fiscale istantaneo senza fare i conti a mano, il modulo di calcolo codice fiscale in cima alla pagina fa tutto il lavoro e ti mostra la stessa scomposizione che abbiamo appena visto.

Casi particolari nel calcolo del codice fiscale

Guida ai 5 errori piu comuni nel calcolo manuale del codice fiscale con le soluzioni
I cinque errori piu comuni nel calcolo codice fiscale a mano, con la regola corretta per ognuno.
Attenzione ai cognomi e nomi particolari: cognomi composti, particelle come De, Di, La, doppi cognomi, apostrofi e lettere straniere seguono regole precise. In generale spazi e apostrofi si eliminano, le lettere si considerano tutte di seguito e i segni diacritici si rimuovono prima di estrarre consonanti e vocali.

Molti cognomi e nomi italiani non sono semplici come "Rossi" o "Marco". Le particelle, i cognomi doppi e i caratteri stranieri creano dubbi quando si prova a calcolare il codice fiscale a mano. Ecco come si comportano nei vari casi.

Cognomi con particelle: De, Di, Lo, La, Del

I cognomi che iniziano con una particella, come "De Luca", "Di Marco", "Lo Russo", "La Rosa" o "Del Piero", si trattano considerando la particella come parte integrante del cognome. Lo spazio tra la particella e il resto si elimina e le lettere si leggono tutte di seguito.

Il cognome "De Luca" diventa quindi la sequenza DELUCA, da cui si estraggono le consonanti D, L, C, cioè DLC. Il cognome "Lo Russo" diventa LORUSSO, con consonanti L, R, S, cioè LRS. La particella non si salta mai, fa parte del cognome a tutti gli effetti nel calcolo.

Cognomi doppi e cognomi della madre

Chi ha un doppio cognome, magari quello del padre e quello della madre, lo tratta come un unico cognome continuo. "Rossi Bianchi" diventa ROSSIBIANCHI, da cui si prendono le prime tre consonanti nell'ordine, cioè R, S, S, che danno RSS. Anche qui lo spazio si elimina e le lettere scorrono di seguito.

L'ordine dei due cognomi conta, perché determina quali consonanti arrivano per prime. Un cognome doppio scritto in ordine diverso da quello registrato all'anagrafe produce un codice diverso, quindi bisogna rispettare l'ordine esatto dei documenti.

Apostrofi, spazi e trattini

Apostrofi, spazi e trattini non contano nel calcolo e vengono rimossi prima dell'estrazione. Il cognome "D'Angelo" diventa DANGELO, con consonanti D, N, G, cioè DNG. Il cognome "Sant'Elia" diventa SANTELIA. I trattini nei cognomi composti, come "Ferrari-Bravo", si eliminano allo stesso modo, unendo le due parti.

Questo vale anche per i nomi: un nome come "Maria Grazia" si tratta come MARIAGRAZIA, un unico nome da cui estrarre le consonanti secondo la regola della prima, terza e quarta se sono quattro o più.

Lettere straniere e segni diacritici

I cognomi e i nomi stranieri possono contenere lettere con segni particolari, come ä, ö, ç, ñ, oppure lettere che in italiano non compaiono. I segni diacritici si rimuovono e la lettera di base viene mantenuta: ä diventa a, ç diventa c, ñ diventa n. Le lettere straniere presenti nell'alfabeto latino esteso, come la J, la K, la W, la X e la Y, si mantengono e contano come consonanti a tutti gli effetti.

Un cognome come "Müller" diventa MULLER, con consonanti M, L, L, cioè MLL. Un nome come "François" diventa FRANCOIS. Il calcolatore in questa pagina gestisce automaticamente tutte queste conversioni, quindi puoi inserire il nome così com'è, con accenti e segni, e ottenere comunque il codice corretto.

Nomi e cognomi molto corti

Quando cognome o nome sono così corti da non fornire nemmeno tre lettere tra consonanti e vocali, si completa la parte mancante con la lettera X. Un cognome come "Fo" ha solo F e O, quindi diventa FOX. Un nome come "Li" diventa LIX. La X segnala che quella parte del codice è stata completata artificialmente perché il nome o il cognome era troppo breve.

Questi casi sono rari ma esistono, soprattutto con cognomi di origine straniera o con nomi molto brevi, ed è utile sapere che la X in fondo alle prime tre o alle seconde tre lettere non è un errore ma il segno di un riempimento previsto dalle regole.

Come richiedere il codice fiscale ufficiale

Come si richiede: il codice fiscale ufficiale si ottiene gratuitamente presso qualsiasi ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate presentando un documento di identità valido, oppure tramite il consolato italiano se vivi all'estero. Per i neonati l'attribuzione è automatica al momento della registrazione all'anagrafe. Il tesserino e la tessera sanitaria arrivano poi per posta.

Il calcolo codice fiscale online ti dà la stringa in anticipo, ma per averla con valore ufficiale serve il passaggio dall'Agenzia delle Entrate. Vediamo come funziona la richiesta nei vari casi, quali documenti servono e quanto tempo occorre.

La richiesta per chi vive in Italia

Se sei in Italia e non hai mai avuto un codice fiscale, o devi ottenere il documento cartaceo, puoi rivolgerti a qualunque ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate. Non è necessario andare in quello della tua città di residenza, va bene qualsiasi sportello.

Devi portare un documento di identità in corso di validità. Se fai la richiesta per un'altra persona serve la delega firmata e la copia del documento del delegante. La prima attribuzione del codice è gratuita e immediata: lo sportello ti consegna un certificato di attribuzione con il codice stampato, che puoi usare fin da subito in attesa della tessera plastificata.

Molte pratiche possono essere avviate anche online, tramite i servizi telematici dell'Agenzia, oppure per posta elettronica certificata inviando il modulo AA4/8 compilato e la copia del documento. Chi ha già le credenziali digitali può gestire diverse richieste senza recarsi allo sportello.

La tessera sanitaria e il tesserino

Dopo l'attribuzione, il Ministero dell'Economia e delle Finanze invia per posta la tessera sanitaria, che riporta il codice fiscale sul fronte insieme al codice a barre e alla banda magnetica. Per chi è iscritto al Servizio Sanitario Nazionale la tessera vale anche come Tessera Europea di Assicurazione Malattia sul retro, utile quando ti curi in un altro Paese dell'Unione.

La tessera ha una scadenza, di solito di sei anni, e viene rinnovata in automatico prima della scadenza senza che tu debba fare nulla, purché la tua situazione anagrafica sia in regola. Chi non ha diritto all'assistenza sanitaria riceve invece il solo tesserino del codice fiscale, che riporta gli stessi dati identificativi ma non le funzioni sanitarie.

Recupero e smarrimento del codice fiscale

Capita spesso di aver bisogno del codice quando la tessera è smarrita, rubata o semplicemente non a portata di mano. Il recupero del codice fiscale è più semplice di quanto si pensi.

Il modo più rapido è consultare un documento che lo riporta già: una busta paga, una fattura intestata a te, un referto medico, un contratto o una vecchia dichiarazione dei redditi. Se hai le credenziali digitali puoi accedere all'area riservata dell'Agenzia delle Entrate e vedere il tuo codice, oppure scaricare un duplicato del tesserino.

In caso di smarrimento o furto della tessera puoi chiedere un duplicato allo sportello, online o telefonicamente, sempre in modo gratuito. Nel frattempo, se ti serve solo la stringa e non il documento fisico, il calcolatore in questa pagina ti permette di ricostruirla partendo dai tuoi dati anagrafici, così hai subito il codice da scrivere in un modulo.

Tempi e costi

La prima attribuzione e ogni duplicato sono gratuiti. Non esiste alcun costo ufficiale per ottenere o recuperare il codice fiscale, quindi diffida di qualunque sito che chieda un pagamento per questo servizio. Il certificato di attribuzione è immediato allo sportello, mentre la tessera sanitaria plastificata arriva per posta di solito entro alcune settimane. Se dopo un tempo ragionevole la tessera non arriva, puoi sollecitarne l'invio o richiedere un duplicato.

Calcolo del codice fiscale per stranieri e nati all'estero

Mappa globale del sistema di codici Z per gli Stati esteri nel codice fiscale italiano
Per chi nasce all'estero il comune e sostituito dal codice Z dello Stato (Germania Z112, Francia Z110).
Per gli stranieri: chi non è nato in Italia ottiene il codice fiscale con lo stesso algoritmo, ma al posto del codice del comune si usa un codice che inizia con Z seguito dal numero dello Stato estero di nascita. La richiesta si fa allo Sportello Unico per l'Immigrazione, in Questura o all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate, a seconda del motivo del soggiorno.

Il calcolo codice fiscale per stranieri segue le stesse regole che abbiamo visto, con una sola differenza tecnica nel blocco del luogo di nascita. Questa sezione è una panoramica: per il metodo di calcolo con i codici Z c'è la pagina sul calcolo del codice fiscale estero, mentre per la procedura, i documenti e i casi particolari trovi tutto nella guida dedicata a chi è nato all'estero.

Come cambia il codice per chi è nato all'estero

Le prime sei lettere di cognome e nome, la codifica dell'anno, del mese e del giorno funzionano esattamente come per chi è nato in Italia. L'unica parte che cambia è il codice di quattro caratteri del luogo di nascita.

Per chi nasce fuori dall'Italia non esiste un comune italiano, quindi si usa un codice che inizia con la lettera Z seguita da tre cifre che identificano lo Stato estero. La Germania, per esempio, ha il codice Z112, la Francia Z110, il Marocco Z330, l'Albania Z100. Questi codici sono elencati nella tabella ufficiale degli Stati esteri, ed è per questo che nel nostro calcolatore chi è nato all'estero digita il nome della nazione invece del comune.

Chi deve richiedere il codice fiscale

Uno straniero che arriva in Italia ha bisogno del codice fiscale per lavorare, firmare un contratto di affitto, aprire un conto o iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale. La procedura di richiesta dipende dal motivo del soggiorno.

Chi entra per lavoro subordinato o ricongiungimento familiare riceve spesso il codice tramite lo Sportello Unico per l'Immigrazione, contestualmente al nulla osta. Chi presenta domanda di permesso di soggiorno lo ottiene in Questura. In tutti gli altri casi, come per gli studenti o per i cittadini dell'Unione Europea, la richiesta si fa direttamente all'ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate con il passaporto o un documento equivalente.

Cittadini italiani residenti all'estero

Anche un cittadino italiano nato all'estero, o che vive fuori dall'Italia, ha un codice fiscale costruito con il codice Z dello Stato di nascita. Gli italiani all'estero iscritti all'anagrafe consolare possono richiederlo o recuperarlo tramite il consolato competente, senza dover rientrare in Italia. Questo vale anche per i figli di italiani nati all'estero, che ricevono il codice al momento della registrazione della nascita presso il consolato.

Codice fiscale del neonato e dei minori

Processo automatico di generazione del codice fiscale per i neonati entro pochi giorni dalla nascita
Per i neonati il codice viene generato in automatico alla registrazione della nascita.
Per i neonati: il codice fiscale di un neonato nato in Italia viene generato in automatico quando i genitori registrano la nascita all'anagrafe comunale, di solito entro pochi giorni. Non serve alcuna richiesta separata: la tessera sanitaria del bambino arriva poi per posta all'indirizzo di residenza.

Il codice fiscale del neonato funziona con lo stesso algoritmo di quello degli adulti, ma la procedura di attribuzione è diversa perché è collegata alla registrazione della nascita. Vediamo come avviene e cosa devono sapere i genitori.

Come nasce il codice del bambino

Quando un bambino nasce in Italia, la nascita va dichiarata all'ufficio di stato civile del comune, direttamente in ospedale entro tre giorni oppure al comune di residenza entro dieci giorni. In quel momento l'anagrafe comunale comunica i dati all'Agenzia delle Entrate, che genera e attribuisce il codice fiscale del neonato in modo automatico.

I genitori non devono compilare moduli aggiuntivi né recarsi allo sportello dell'Agenzia. Il codice del bambino si costruisce a partire da nome, cognome, sesso, data di nascita e comune di nascita, esattamente come per chiunque altro. Se vuoi conoscere in anticipo quale sarà il codice del tuo bambino, per esempio per preparare documenti o iscrizioni, puoi usare il calcolo codice fiscale in questa pagina inserendo i suoi dati.

La tessera sanitaria del neonato

Dopo l'attribuzione, la tessera sanitaria del bambino viene stampata e spedita per posta all'indirizzo di residenza indicato. Fino all'arrivo della tessera, il codice fiscale è comunque valido e utilizzabile: lo trovi nel certificato rilasciato dal comune o puoi ricostruirlo con il calcolatore.

Il codice serve quasi subito, perché è necessario per la scelta del pediatra di libera scelta, per l'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, per l'assegno unico e per molte pratiche legate alla nascita. Averlo pronto già nei primi giorni evita ritardi in queste procedure.

Nomi multipli e casi particolari dei bambini

Un errore frequente riguarda i bambini con più nomi. Se all'anagrafe il bambino viene registrato con due o più nomi, per esempio "Maria Sole" o "Pietro Giovanni", l'ordine e la presenza di tutti i nomi contano nel calcolo. Il codice va costruito considerando i nomi esattamente come sono stati dichiarati, altrimenti la stringa non corrisponde a quella ufficiale.

Un altro caso è quello dei bambini adottati o dei cambi di nome successivi: in queste situazioni l'Agenzia delle Entrate aggiorna i dati e, se necessario, attribuisce un nuovo codice coerente con le nuove generalità. Fino all'aggiornamento resta valido il codice precedente.

Codice fiscale di aziende, società e la differenza con la partita IVA

Aziende e partita IVA: il codice fiscale di un'azienda è un codice numerico di 11 cifre che identifica società ed enti, diverso dai 16 caratteri alfanumerici delle persone fisiche. Per le società di capitali coincide con la partita IVA, ma codice fiscale e partita IVA restano due concetti distinti: il primo identifica il soggetto, la seconda riguarda l'attività ai fini dell'imposta sul valore aggiunto.

Il codice fiscale dell'azienda è spesso fonte di confusione, soprattutto perché si intreccia con la partita IVA. Qui chiariamo le differenze, perché un imprenditore o un professionista ha bisogno di distinguerle bene.

Il codice fiscale delle persone giuridiche

Mentre il codice fiscale di una persona fisica ha 16 caratteri alfanumerici, quello di società, associazioni ed enti è composto da 11 cifre numeriche. Non deriva da nome e cognome, ovviamente, ma viene assegnato dall'Agenzia delle Entrate al momento della costituzione dell'ente.

Questo codice identifica il soggetto giuridico in tutti i suoi rapporti con la pubblica amministrazione: dichiarazioni fiscali, contributi, contratti, comunicazioni. Ogni società ne ha uno e uno solo, che la accompagna per tutta la sua esistenza, esattamente come accade per le persone fisiche.

Che differenza c'è tra codice fiscale e partita IVA

La domanda più comune è quale sia la differenza tra codice fiscale e partita IVA. La risposta sta nella funzione dei due codici.

Il codice fiscale identifica il soggetto, persona o ente che sia. La partita IVA, anch'essa di 11 cifre, identifica invece un soggetto che esercita un'attività economica rilevante ai fini dell'imposta sul valore aggiunto. Un privato cittadino ha il codice fiscale ma non la partita IVA, a meno che non apra un'attività autonoma. Un professionista o un'impresa hanno entrambi.

Per le società di capitali, come le società a responsabilità limitata e le società per azioni, il codice fiscale e la partita IVA coincidono numericamente: le 11 cifre sono le stesse. Per le persone fisiche titolari di partita IVA, invece, il codice fiscale resta quello personale di 16 caratteri e la partita IVA è un numero distinto. Distinguere i due è importante quando si compilano fatture e contratti, perché ognuno va scritto nel campo giusto.

Quando serve l'uno e quando l'altra

Nella pratica quotidiana di un'attività, il codice fiscale si usa per identificare l'impresa negli atti, nelle comunicazioni con gli enti e nei rapporti che non riguardano direttamente le operazioni soggette a imposta sul valore aggiunto. La partita IVA si usa nelle fatture, nelle operazioni commerciali e in tutto ciò che ha a che fare con l'applicazione dell'imposta.

Il nostro calcolatore in cima alla pagina riguarda il codice fiscale delle persone fisiche, cioè i 16 caratteri alfanumerici. Il codice numerico delle aziende non si calcola con un algoritmo derivato dai dati, ma viene attribuito dall'Agenzia al momento dell'apertura, quindi non è ricavabile da un modulo.

Il codice fiscale provvisorio e numerico

Codice provvisorio: in alcuni casi l'Agenzia delle Entrate attribuisce un codice fiscale numerico di 11 cifre a una persona fisica, invece dei consueti 16 caratteri alfanumerici. Succede quando i dati anagrafici non sono completi o certi al momento dell'attribuzione, per esempio per alcuni stranieri appena arrivati.

Non tutti sanno che esiste anche un codice fiscale numerico per le persone, oltre a quello alfanumerico che si ottiene con il calcolo standard. Vediamo quando viene usato e come funziona.

Quando viene attribuito un codice numerico

Il codice fiscale di 16 caratteri si costruisce a partire da dati anagrafici certi e completi. Quando questi dati non sono disponibili o non sono verificabili al momento dell'attribuzione, l'Agenzia delle Entrate può assegnare un codice fiscale provvisorio composto da 11 cifre, generato in modo progressivo e non derivato da nome e cognome.

Questa situazione riguarda soprattutto alcune persone straniere che ricevono un codice prima che la loro posizione anagrafica sia definita, oppure casi particolari in cui manca un dato essenziale. Il codice numerico ha lo stesso valore identificativo di quello alfanumerico e serve alle stesse cose.

Il passaggio al codice definitivo

Quando i dati anagrafici vengono completati e verificati, l'Agenzia delle Entrate può attribuire il codice fiscale alfanumerico definitivo di 16 caratteri. A quel punto il codice numerico provvisorio viene sostituito e non è più utilizzato.

Se hai un codice numerico e vuoi conoscere quale sarà quello definitivo, puoi ricavarlo con il calcolo codice fiscale in questa pagina inserendo i tuoi dati anagrafici completi. Ricorda però che l'attribuzione ufficiale del codice alfanumerico spetta comunque all'Agenzia delle Entrate.

Consigli pratici per calcolare il codice senza errori

In sintesi: per un calcolo corretto usa i dati esattamente come compaiono sull'atto di nascita, inserisci tutti i nomi nell'ordine giusto, ricorda i 40 da sommare per le donne e scegli il comune corretto dall'elenco. Il calcolatore fa il resto e ti mostra la scomposizione per un controllo veloce.

Anche con uno strumento automatico, la qualità del risultato dipende dai dati che inserisci. Ecco alcuni accorgimenti che rendono il tuo calcolo codice fiscale sempre corretto ed evitano gli errori più frequenti.

Usa i dati dell'atto di nascita

Il codice ufficiale è costruito sui dati registrati all'anagrafe al momento della nascita. Se usi un nome diverso, per esempio un diminutivo al posto del nome completo, o dimentichi un secondo nome, il codice non corrisponderà a quello ufficiale. Controlla sempre come sono scritti nome e cognome sui documenti anagrafici prima di calcolare.

Questo vale in particolare per chi ha nomi doppi o cognomi composti. Un "Gianmaria" scritto come "Gian Maria", o viceversa, produce risultati diversi. La regola è semplice: riproduci esattamente ciò che c'è sull'atto di nascita.

Controlla il comune e la data

Il comune di nascita determina quattro dei sedici caratteri, quindi un comune sbagliato rende sbagliato tutto il codice. Fai attenzione ai comuni con nomi simili e seleziona sempre quello corretto dall'elenco a comparsa, che si basa sui codici catastali ufficiali. Per chi è nato all'estero, scegli lo Stato giusto.

Verifica anche la data di nascita, in particolare l'anno, perché è facile digitare una cifra sbagliata. Un controllo veloce sulla scomposizione che il calcolatore mostra dopo il calcolo ti permette di accorgerti subito di eventuali errori nei blocchi dell'anno, del mese e del giorno.

Sfrutta la scomposizione del risultato

Dopo ogni calcolo, il risultato viene mostrato diviso nei suoi sette blocchi, con l'etichetta di ciascuno. Usa questa scomposizione per controllare che ogni parte corrisponda ai tuoi dati: le prime tre lettere al cognome, le seconde tre al nome, poi anno, mese, giorno e sesso, comune e carattere di controllo. È il modo più rapido per validare il codice senza rifare i conti a mano.

Se un blocco non ti convince, correggi il campo corrispondente e ricalcola. Trattandosi di uno strumento gratuito e senza limiti, puoi ripetere il calcolo codice fiscale tutte le volte che vuoi finché ogni parte non è corretta.

Omocodia ed errori comuni nel calcolo

Spiegazione visiva del problema di omocodia e della sostituzione delle cifre con lettere
Omocodia: quando due codici coincidono, alcune cifre diventano lettere (0=L, 1=M, ecc.).
Che cos'è l'omocodia: l'omocodia è la situazione in cui due persone diverse otterrebbero lo stesso identico codice fiscale, perché hanno nome, cognome, sesso, data e luogo di nascita che producono la stessa stringa. In questi casi l'Agenzia delle Entrate modifica il codice di una delle due persone sostituendo alcune cifre con lettere, secondo una tabella fissa, per renderlo di nuovo univoco.

L'omocodia è il caso particolare più importante da conoscere, perché spiega perché a volte il codice calcolato con l'algoritmo standard non coincide con quello ufficiale. Vediamo di cosa si tratta e quali sono gli altri errori frequenti.

Perché nasce l'omocodia

L'algoritmo del codice fiscale è preciso ma non infallibile nell'evitare i doppioni. Due persone con cognomi e nomi che generano le stesse lettere, nate nello stesso giorno, nello stesso comune e dello stesso sesso, otterrebbero una stringa identica. Questo accade più spesso di quanto si creda, soprattutto con cognomi e nomi molto diffusi in una stessa zona.

Poiché il codice fiscale deve essere univoco per legge, l'Agenzia delle Entrate interviene per distinguere le due persone. Il codice di una resta invariato, quello dell'altra viene modificato con la procedura di omocodia.

Come si risolve l'omocodia

La soluzione consiste nel sostituire una o più cifre del codice con lettere, partendo dall'ultima cifra a destra e procedendo verso sinistra. Le cifre coinvolte sono quelle che occupano le posizioni numeriche, cioè quelle dell'anno, del giorno e del codice del comune. Ogni cifra ha una lettera corrispondente secondo questa tabella:

CifraLetteraCifraLettera
0L5R
1M6S
2N7T
3P8U
4Q9V

Quando una cifra viene sostituita, cambia anche il carattere di controllo finale, perché quest'ultimo dipende da tutti i caratteri precedenti. Per questo un codice con omocodia ha una o più lettere al posto di cifre nella parte finale, e un decoder che non conosce questa regola sbaglia a interpretarlo. Lo strumento di verifica del codice fiscale tiene conto proprio di questi casi e riconosce anche i codici modificati per omocodia.

Gli errori più comuni quando si calcola a mano

Chi prova a calcolare il codice fiscale a mano cade quasi sempre negli stessi errori. Il primo è la regola del nome con quattro o più consonanti: dimenticare di prendere la prima, la terza e la quarta consonante invece delle prime tre produce un codice sbagliato.

Il secondo errore riguarda il giorno di nascita delle donne: scordarsi di sommare 40 al giorno genera il codice di un uomo. Il terzo è la lettera del mese, perché la tabella salta alcune lettere e non segue l'ordine alfabetico che ci si aspetterebbe. Il quarto è l'uso di un codice del comune sbagliato, magari confondendo comuni con nomi simili. L'ultimo è la gestione delle lettere accentate e dei caratteri particolari, perché prima dell'estrazione la À va trattata come A e i segni diacritici vanno rimossi.

Il calcolo codice fiscale automatico evita tutti questi errori applicando le regole in modo preciso, ma conoscerli ti aiuta a capire perché una verifica a mano a volte non torna.

Gli altri strumenti: codice fiscale inverso e verifica

Oltre al calcolo: puoi anche fare il percorso contrario, cioè partire da un codice esistente per risalire ai dati anagrafici, oppure controllare se un codice è formalmente corretto. Sono due operazioni diverse dal calcolo e hanno ciascuna il proprio strumento dedicato.

Il calcolo codice fiscale è solo una delle tre operazioni possibili sul codice fiscale. Ecco le altre due, con il link allo strumento specifico per ognuna.

Codice fiscale inverso

A volte hai il codice e ti servono le informazioni che contiene: data di nascita, sesso e comune. Questa operazione si chiama codice fiscale inverso e fa il percorso opposto rispetto al calcolo, leggendo i blocchi della stringa per ricostruire i dati anagrafici.

È utile per controllare la data di nascita di una persona partendo dal suo codice, o per capire il luogo di nascita associato a una stringa. Trovi lo strumento completo, con tutte le spiegazioni, nella pagina dedicata al calcolo del codice fiscale inverso.

Verifica del codice fiscale

Quando ricevi un codice da qualcun altro e vuoi essere sicuro che sia scritto correttamente, la verifica del codice fiscale controlla la coerenza formale della stringa e in particolare il carattere di controllo. Se anche una sola lettera o cifra è sbagliata, la verifica lo segnala.

È lo strumento che usano spesso gli uffici del personale, le banche e chiunque debba inserire codici altrui evitando errori di trascrizione. La pagina di verifica del codice fiscale spiega come funziona il controllo e cosa significano i vari esiti.

Storia e normativa del codice fiscale

Da dove nasce: il codice fiscale è stato istituito nel 1973 con la riforma tributaria che ha creato l'anagrafe tributaria. Le regole tecniche per costruire i 16 caratteri sono state fissate dal Decreto del Ministero delle Finanze del 23 dicembre 1976, ancora oggi in vigore.

Capire da dove viene il codice fiscale aiuta a spiegare perché è fatto proprio così e perché certe regole, come la lettera del mese o il carattere di controllo, hanno quella forma. La storia è breve ma spiega molte scelte tecniche.

La riforma del 1973 e l'anagrafe tributaria

All'inizio degli anni Settanta l'Italia aveva bisogno di un sistema per collegare in modo affidabile ogni contribuente ai suoi obblighi fiscali. La riforma tributaria del 1973 ha istituito l'anagrafe tributaria, un archivio centrale che raccoglie i dati fiscali dei cittadini, e ha introdotto il codice fiscale come chiave per identificare ogni persona in modo univoco.

Prima di allora l'identificazione avveniva con nome, cognome e data di nascita, un metodo che generava confusioni e omonimie. Il codice fiscale ha risolto il problema condensando in una sola stringa le informazioni necessarie a distinguere una persona da tutte le altre, in modo che l'amministrazione potesse attribuire con certezza dichiarazioni, pagamenti e comunicazioni.

Il decreto del 1976 e le regole tecniche

Le caratteristiche precise dei 16 caratteri, cioè come estrarre le lettere da cognome e nome, come codificare la data, come calcolare il carattere di controllo, sono state definite dal Decreto del Ministero delle Finanze del 23 dicembre 1976. Quel decreto è il riferimento tecnico che ancora oggi regola il calcolo, e le sue regole non sono cambiate nel tempo.

È per questo che il calcolo codice fiscale di oggi, con l'algoritmo del 1976, coincide con quello di chi è nato decenni fa: la logica è la stessa. Le uniche evoluzioni hanno riguardato la gestione dei casi di omocodia e l'introduzione di supporti fisici sempre più moderni per portare con sé il codice.

Dal tesserino di carta alla tessera sanitaria

Nei primi anni il codice fiscale era stampato su un tesserino di cartoncino plastificato. Con il tempo il supporto è cambiato: oggi il codice viaggia sulla tessera sanitaria, che unisce l'identificativo fiscale alle funzioni sanitarie e, sul retro, alla Tessera Europea di Assicurazione Malattia.

La tessera sanitaria è dotata di banda magnetica, codice a barre e, nelle versioni più recenti, di un microchip che ne fa anche uno strumento di identificazione. Il codice fiscale in sé, però, resta quello definito dalle regole del 1976: cambia il supporto, non l'algoritmo che lo genera.

Le tabelle di conversione del carattere di controllo

Approfondimento tecnico: il carattere di controllo si calcola assegnando a ciascuno dei primi quindici caratteri un valore numerico, diverso a seconda che si trovi in posizione dispari o pari. Si sommano tutti i valori, si divide per 26 e si converte il resto in una lettera. Le tabelle qui sotto sono quelle ufficiali usate per il conteggio.

Questa sezione è per chi vuole verificare il carattere di controllo a mano o capire nel dettaglio come funziona l'ultimo carattere del codice fiscale. Non serve per usare il calcolatore, che fa tutto in automatico, ma è la parte più tecnica dell'algoritmo del 1976.

Valori dei caratteri in posizione dispari

Si contano come posizioni dispari la prima, la terza, la quinta e così via, contando da uno. A ogni carattere in posizione dispari si assegna questo valore:

CarattereValoreCarattereValoreCarattereValore
0 o A1B o 10C o 25
D o 37E o 49F o 513
G o 615H o 717I o 819
J o 921K2L4
M18N20O11
P3Q6R8
S12T14U16
V10W22X25
Y24Z23

Valori dei caratteri in posizione pari

Si contano come posizioni pari la seconda, la quarta, la sesta e così via. Qui i valori seguono un ordine più semplice, che corrisponde alla posizione della lettera nell'alfabeto e al valore stesso delle cifre:

CarattereValoreCarattereValoreCarattereValore
0 o A01 o B12 o C2
3 o D34 o E45 o F5
6 o G67 o H78 o I8
9 o J9K10L11
M12N13O14
P15Q16R17
S18T19U20
V21W22X23
Y24Z25

Dal resto alla lettera finale

Sommati tutti i valori dei quindici caratteri, si calcola il resto della divisione per 26. Quel resto, un numero da 0 a 25, si converte nella lettera finale: 0 corrisponde ad A, 1 a B, 2 a C, e così via fino a 25 che corrisponde a Z. Il risultato è il sedicesimo carattere del codice.

Facciamo un controllo veloce sul codice di Mario Rossi, RSSMRA85M01H501. Sommando i valori di posizione dispari e pari secondo le tabelle si ottiene 120, e il resto della divisione per 26 è 16, che corrisponde alla lettera Q, il carattere di controllo del codice completo RSSMRA85M01H501Q. Se il conto non tornasse, sapresti subito che c'è un errore in uno dei quindici caratteri precedenti.

Codici catastali dei principali comuni italiani

Codici comuni: ogni comune ha un codice catastale di quattro caratteri, una lettera e tre cifre, che occupa la parte del luogo di nascita nel codice fiscale. Roma è H501, Milano F205, Napoli F839, Torino L219. Chi è nato all'estero usa invece un codice che inizia con Z.

Il calcolo codice fiscale dipende in modo diretto dal codice del comune di nascita, quindi conoscere i codici delle principali città aiuta a controllare a mano un risultato. Qui trovi i codici catastali, chiamati anche codici Belfiore, dei comuni italiani più grandi.

Codici delle principali città italiane

ComuneCodiceComuneCodice
RomaH501BolognaA944
MilanoF205FirenzeD612
NapoliF839BariA662
TorinoL219CataniaC351
PalermoG273VeneziaL736
GenovaD969VeronaL781
BolognaA944MessinaF158
PadovaG224TriesteL424
BresciaB157ParmaG337

Questi codici sono stabili nel tempo, ma i comuni possono essere soppressi, accorpati o rinominati. Quando un comune cambia, il suo vecchio codice resta valido per chi è nato prima della modifica, perché il codice fiscale fotografa la situazione al momento della nascita. Per questo un calcolatore accurato deve conservare anche i codici dei comuni soppressi.

Codici di alcuni Stati esteri

Per chi è nato fuori dall'Italia, al posto del comune si usa un codice che inizia con la lettera Z. Ecco alcuni esempi tra i più ricorrenti:

StatoCodiceStatoCodice
GermaniaZ112RomaniaZ129
FranciaZ110AlbaniaZ100
SvizzeraZ133MaroccoZ330
Regno UnitoZ114CinaZ210
BelgioZ103BrasileZ602

L'elenco completo dei codici degli Stati esteri è molto più lungo e viene aggiornato quando cambiano gli assetti geopolitici. Il nostro calcolatore include l'elenco corrente, così chi è nato all'estero ottiene il codice corretto semplicemente digitando il nome del Paese. Per i dettagli sulla procedura resta valida la guida per chi è nato all'estero.

Privacy e sicurezza: perché il calcolo avviene nel tuo browser

Illustrazione della sicurezza e privacy del calcolatore: calcolo locale, nessun dato inviato al server
Il calcolo codice fiscale avviene nel browser: zero invii al server, nessun dato salvato.
Nessun dato salvato: questo calcolatore esegue tutte le operazioni direttamente nel tuo browser, senza inviare i dati a nessun server. Nome, cognome, data e luogo di nascita non vengono trasmessi, registrati né condivisi. Quando chiudi la pagina, non resta traccia di ciò che hai inserito.

I dati che servono per il calcolo codice fiscale sono dati personali: nome, cognome, data e luogo di nascita. Trattarli con attenzione non è un dettaglio, ma il modo corretto di offrire questo tipo di strumento.

Come funziona il calcolo locale

Il calcolatore in questa pagina è scritto per funzionare interamente sul tuo dispositivo. Quando premi il pulsante, l'elaborazione avviene nel browser, con il codice che gira sul tuo computer o telefono. I dati che inserisci non partono verso alcun server, non vengono scritti in un database e non finiscono in file di registro.

Questo approccio ha due vantaggi. Il primo è la velocità: senza andata e ritorno verso un server, il risultato compare istantaneamente. Il secondo è la riservatezza: i dati anagrafici restano sotto il tuo controllo e spariscono quando chiudi o ricarichi la pagina.

Cosa significa per te

In concreto, puoi usare il calcolo codice fiscale per te o per un familiare senza preoccuparti che le informazioni vengano conservate o profilate. Non chiediamo registrazione, non impostiamo cookie di tracciamento per il funzionamento dello strumento e non vendiamo dati a terzi.

Questa scelta è anche una garanzia di conformità al trattamento dei dati personali: il modo più sicuro di gestire un dato è non raccoglierlo affatto. Se in futuro attiveremo funzioni che richiedono cookie, come misurazioni statistiche o pubblicità, lo faremo solo con il tuo consenso esplicito e sempre in modo trasparente.

Dove e quando ti viene chiesto il codice fiscale

Guida rapida di riferimento al codice fiscale: struttura, regole, mesi e casi particolari
Guida rapida al calcolo codice fiscale: struttura, regole, tabella dei mesi e casi particolari.
Nella pratica: il codice fiscale ti viene chiesto in quasi ogni rapporto formale, dal lavoro alla sanità, dalla banca all'affitto, dalla scuola all'acquisto di un'auto. Averlo pronto, o poterlo ricostruire al volo con il calcolatore, evita di bloccare una pratica per un dato mancante.

Vale la pena vedere nel concreto i momenti in cui questo codice diventa indispensabile, perché aiuta a capire perché tante persone cercano un modo rapido per calcolarlo o recuperarlo.

Lavoro e busta paga

Quando firmi un contratto di lavoro, il codice fiscale è il dato con cui il datore di lavoro ti registra ai fini fiscali e contributivi. Compare sulla busta paga, nella comunicazione di assunzione e in ogni certificazione dei redditi. Senza codice fiscale non è possibile essere assunti regolarmente, perché mancherebbe l'identificativo che collega i contributi versati alla tua posizione previdenziale.

Lo stesso vale per i lavoratori autonomi e per chi svolge prestazioni occasionali: il codice fiscale identifica il percettore del compenso e va indicato in ogni documento fiscale. Chi apre un'attività, come abbiamo visto, affianca al proprio codice fiscale personale anche la partita IVA.

Sanità e farmacia

Il codice fiscale è la chiave di accesso al Servizio Sanitario Nazionale. Ti serve per scegliere il medico di base o il pediatra, per prenotare visite ed esami, per ritirare referti e per ogni prestazione sanitaria pubblica. In farmacia lo presenti tramite la tessera sanitaria quando acquisti farmaci che danno diritto alla detrazione fiscale, così la spesa viene registrata nel sistema tessera sanitaria e compare nella dichiarazione precompilata.

Ogni ricetta medica, ogni esenzione e ogni pratica legata alla salute passa dal codice fiscale, che collega la prestazione alla persona giusta. Per questo è uno dei primi documenti che si richiedono per un neonato o per uno straniero appena iscritto al Servizio Sanitario Nazionale.

Banca, finanza e assicurazioni

Per aprire un conto corrente, richiedere una carta, sottoscrivere un mutuo o un finanziamento, il codice fiscale è obbligatorio. La banca lo usa per le verifiche antiriciclaggio e per le comunicazioni all'amministrazione finanziaria. Anche per stipulare una polizza assicurativa o per investire in strumenti finanziari il codice va sempre indicato.

Nei rapporti finanziari il codice fiscale identifica in modo univoco il titolare, e un codice errato può bloccare l'apertura di un conto o il perfezionamento di un contratto. Poterlo verificare in anticipo evita ritardi in queste procedure.

Casa, affitto e utenze

Quando firmi un contratto di affitto, il codice fiscale sia dell'inquilino sia del proprietario va indicato nel contratto e nella registrazione presso l'Agenzia delle Entrate. Lo stesso accade quando acquisti una casa, con l'atto notarile che riporta i codici fiscali delle parti.

Il codice fiscale serve anche per intestare le utenze domestiche, come luce, gas, acqua e connessione internet, e per accedere ad agevolazioni e bonus legati alla casa. In tutte queste pratiche il dato viene richiesto fin dall'inizio.

Scuola, università e concorsi

Per iscrivere un figlio a scuola o all'università serve il suo codice fiscale, che viene usato per la registrazione e per l'accesso ai servizi scolastici. Nei concorsi pubblici e nelle iscrizioni a esami e certificazioni, il codice fiscale identifica il candidato in modo univoco.

Anche per accedere a borse di studio, mense, trasporti agevolati e altri servizi legati allo studio, il codice fiscale è il dato di riferimento. Averlo pronto al momento dell'iscrizione evita di dover interrompere la procedura.

Auto, veicoli e pubblica amministrazione digitale

Nell'acquisto di un'auto, nell'immatricolazione e nel passaggio di proprietà, il codice fiscale dell'intestatario è sempre richiesto e compare nei documenti del veicolo. Lo stesso vale per il pagamento del bollo e per le pratiche legate alla circolazione.

Infine, tutta la pubblica amministrazione digitale ruota attorno al codice fiscale. Quando accedi ai servizi online con SPID o Carta d'Identità Elettronica, il sistema ti riconosce anche attraverso il codice fiscale, che collega la tua identità digitale alla tua posizione fiscale e anagrafica. È il filo che tiene insieme quasi ogni tuo rapporto con lo Stato.

Domande frequenti sul codice fiscale

FAQ: raccogliamo qui le domande più comuni su calcolo, validità, casi particolari e privacy del codice fiscale, con risposte brevi e verificate. Se non trovi la tua domanda, la guida sopra copre ogni argomento in dettaglio.
Il codice fiscale calcolato online è valido?

Il codice ottenuto con il calcolo codice fiscale di questo strumento è formalmente corretto e coincide con quello ufficiale nella grande maggioranza dei casi, perché applica lo stesso algoritmo del 1976. Ha però valore puramente indicativo: l'unico codice con valore legale è quello attribuito e registrato dall'Agenzia delle Entrate. Nei casi di omocodia, inoltre, il codice ufficiale può differire da quello calcolato con l'algoritmo standard.

Il calcolo codice fiscale è gratis?

Sì, il calcolo codice fiscale su questa pagina è completamente gratuito e senza limiti di utilizzo. Non serve registrazione né pagamento. Anche l'attribuzione ufficiale del codice da parte dell'Agenzia delle Entrate è gratuita, quindi non pagare mai per ottenere o recuperare il tuo codice fiscale.

Cosa significa la lettera del mese nel codice fiscale?

La settima cifra del codice, la prima dopo l'anno, è una lettera che indica il mese di nascita secondo una tabella fissa: A per gennaio, B per febbraio, C per marzo, D per aprile, E per maggio, H per giugno, L per luglio, M per agosto, P per settembre, R per ottobre, S per novembre, T per dicembre. La tabella salta alcune lettere per evitare ambiguità con altri caratteri.

Come faccio a sapere se un codice fiscale è di un uomo o di una donna?

Basta guardare le due cifre del giorno, cioè i caratteri in decima e undicesima posizione. Se il numero è compreso tra 01 e 31 si tratta di un uomo, se è compreso tra 41 e 71 si tratta di una donna, perché al giorno di nascita delle donne si somma 40. Questa lettura fa parte delle operazioni di codice fiscale inverso.

Posso ricavare la data di nascita da un codice fiscale?

Sì. Le cifre dell'anno, la lettera del mese e le cifre del giorno permettono di ricostruire la data di nascita di una persona partendo dal suo codice. Trovi lo strumento dedicato nella pagina su come ricavare la data di nascita dal codice fiscale, mentre per leggere tutti i dati c'è il codice fiscale inverso.

Che cos'è l'omocodia?

L'omocodia è la situazione in cui due persone diverse otterrebbero lo stesso codice fiscale. Per risolverla, l'Agenzia delle Entrate modifica il codice di una delle due sostituendo alcune cifre con lettere secondo una tabella fissa, a partire dall'ultima cifra a destra. Il codice risultante ha quindi lettere al posto di cifre nella parte finale.

Come si calcola il codice fiscale di un neonato?

Il codice del neonato si costruisce con lo stesso algoritmo degli adulti, usando nome, cognome, sesso, data e comune di nascita. Non serve richiederlo separatamente: viene attribuito in automatico quando i genitori registrano la nascita all'anagrafe, e la tessera sanitaria arriva poi per posta. Puoi comunque conoscerlo in anticipo con il calcolo codice fiscale in questa pagina.

Qual è la differenza tra codice fiscale e partita IVA?

Il codice fiscale identifica il soggetto, persona o ente, mentre la partita IVA riguarda l'esercizio di un'attività economica ai fini dell'imposta sul valore aggiunto. Per le persone fisiche il codice fiscale ha 16 caratteri alfanumerici, mentre la partita IVA ha 11 cifre. Per le società di capitali i due numeri coincidono.

Come recupero il mio codice fiscale se ho perso la tessera?

Puoi leggerlo su una busta paga, una fattura, un referto medico o una vecchia dichiarazione dei redditi, oppure accedere all'area riservata dell'Agenzia delle Entrate con le tue credenziali digitali. Per il documento fisico puoi chiedere un duplicato gratuito allo sportello, online o per telefono. Se ti serve solo la stringa, il calcolo codice fiscale la ricostruisce dai tuoi dati.

Il codice fiscale cambia nel tempo?

No, il codice fiscale resta lo stesso per tutta la vita. Non cambia con la residenza, lo stato civile o la cittadinanza. Viene modificato solo in casi eccezionali, per esempio un errore nei dati anagrafici originari, un cambio di nome o di sesso, oppure la risoluzione di un caso di omocodia.

Perché il codice calcolato non coincide con quello sulla mia tessera?

Le cause più frequenti sono tre. La prima è un caso di omocodia, che ha modificato il codice ufficiale rispetto a quello standard. La seconda è un dato inserito in modo diverso da quello registrato all'anagrafe, per esempio un secondo nome mancante o un comune sbagliato. La terza è un errore storico nei dati originari. In tutti questi casi fa fede il codice dell'Agenzia delle Entrate.

Come si trova il codice fiscale di un'altra persona?

Il codice fiscale è un dato personale e non esiste un elenco pubblico consultabile liberamente per ragioni di privacy. Puoi ottenerlo dalla persona interessata o da un documento che lei ti fornisce. Se hai i suoi dati anagrafici completi e il consenso a trattarli, puoi calcolarne il codice con lo strumento in questa pagina.

Il sito conserva i dati che inserisco?

No. Tutto il calcolo avviene localmente nel tuo browser e nessuna informazione lascia il tuo dispositivo. Non salviamo, non trasmettiamo e non condividiamo i dati inseriti. Quando chiudi la pagina, non resta alcuna traccia di ciò che hai digitato.

Serve il codice fiscale ai turisti stranieri?

Un turista che si limita a visitare l'Italia per pochi giorni di solito non ha bisogno del codice fiscale. Diventa necessario quando si compie un'operazione che lo richiede, come firmare un contratto, aprire un conto o svolgere una pratica amministrativa. In quei casi si richiede all'ufficio dell'Agenzia delle Entrate con il passaporto.

Che cos'è il codice catastale o codice Belfiore?

È il codice di quattro caratteri, una lettera e tre cifre, che identifica il comune di nascita all'interno del codice fiscale. Prende il nome dalla località Belfiore, usata come esempio nella documentazione tecnica. Ogni comune ha il suo, e per chi è nato all'estero viene sostituito da un codice che inizia con Z.

Posso calcolare il codice fiscale con nomi doppi?

Sì, ma devi inserire tutti i nomi nell'ordine esatto con cui compaiono sull'atto di nascita. Il calcolo considera l'insieme dei nomi come un unico nome, quindi "Anna Maria" produce un risultato diverso da "Anna" da sola. Inserire i nomi nell'ordine sbagliato genera un codice che non corrisponde a quello ufficiale.

Le lettere accentate contano nel calcolo?

Prima dell'estrazione delle lettere, gli accenti e i segni particolari vengono rimossi: la À viene trattata come A, la È come E, e così via. Il calcolatore gestisce automaticamente questi casi, così un cognome come "Niccolò" o un nome come "Noè" producono il codice corretto senza che tu debba fare nulla.

Quanto tempo ci vuole per avere il codice fiscale ufficiale?

Il certificato di attribuzione con il codice stampato è immediato allo sportello dell'Agenzia delle Entrate. La tessera sanitaria plastificata arriva per posta di solito entro alcune settimane. Nel frattempo il codice è già valido e utilizzabile, quindi puoi scriverlo nei moduli anche prima di ricevere il documento fisico.

Questo sito è quello ufficiale dell'Agenzia delle Entrate?

No. Questo è un sito indipendente e non affiliato all'Agenzia delle Entrate né ad alcun ente pubblico. Offriamo uno strumento gratuito per calcolare il codice fiscale in anticipo, ma per l'attribuzione ufficiale e per ogni pratica con valore legale devi rivolgerti all'Agenzia delle Entrate.

Posso avere due codici fiscali diversi?

No, ogni persona ha un solo codice fiscale valido. Può capitare che ne risultino due per un errore, per esempio una doppia attribuzione al momento dell'arrivo in Italia o un dato anagrafico registrato in modo diverso. In questi casi bisogna segnalarlo all'Agenzia delle Entrate, che annulla il codice errato e mantiene quello corretto.

Cosa succede se sbaglio a scrivere il codice fiscale in un modulo?

Un codice fiscale scritto male viene quasi sempre rifiutato, perché il carattere di controllo finale non corrisponde più. Molti sistemi informatici segnalano l'errore in fase di inserimento. Se il codice sbagliato passa comunque, può causare problemi nell'attribuzione di una pratica alla persona giusta, quindi conviene sempre controllare la stringa prima di consegnarla.

Il codice fiscale è uguale a quello sulla tessera sanitaria?

Sì, il codice fiscale stampato sulla tessera sanitaria è esattamente il tuo codice fiscale. La tessera è solo il supporto fisico che lo riporta, insieme al codice a barre e alle funzioni sanitarie. Il codice resta lo stesso anche quando la tessera scade e viene rinnovata.

Il codice fiscale scade?

Il codice fiscale in sé non scade e non cambia mai. Quella che scade è la tessera sanitaria, di solito ogni sei anni, che viene rinnovata in automatico prima della scadenza. Alla scadenza della tessera ricevi una nuova tessera con lo stesso identico codice fiscale.

Come calcolo il codice fiscale se non conosco il comune di nascita?

Il comune di nascita è indispensabile per il calcolo, perché determina quattro dei sedici caratteri. Se non lo conosci, lo trovi sul certificato di nascita, sulla carta d'identità o su altri documenti anagrafici. Per chi è nato all'estero serve invece il nome dello Stato di nascita.

Il calcolatore funziona anche dal telefono?

Sì, lo strumento è pensato per funzionare su computer, tablet e smartphone. Il calcolo codice fiscale avviene sempre nel tuo browser, indipendentemente dal dispositivo, e non richiede l'installazione di alcuna applicazione. Puoi fare il calcolo codice fiscale ovunque ti serva, anche mentre compili un modulo allo sportello.

Posso usare il codice calcolato per firmare documenti ufficiali?

Puoi usarlo per compilare moduli e riempire campi in cui ti viene chiesto il codice, perché nella maggior parte dei casi coincide con quello ufficiale. Tieni presente però che il codice calcolato ha valore indicativo: per pratiche in cui serve la certezza assoluta, come atti notarili o procedure legali, è sempre bene verificare il codice sulla tessera sanitaria o sul certificato dell'Agenzia delle Entrate.

Perché nel codice ci sono lettere dove mi aspetterei dei numeri?

Se un codice fiscale ha lettere in punti dove di solito ci sono cifre, come nella parte dell'anno o del giorno, si tratta quasi sempre di un caso di omocodia. Per rendere univoco il codice, l'Agenzia delle Entrate ha sostituito alcune cifre con lettere secondo una tabella fissa. È una situazione normale e il codice resta pienamente valido.

Il codice fiscale serve per lo SPID e l'identità digitale?

Sì, il codice fiscale è uno dei dati richiesti quando attivi un'identità digitale come lo SPID o quando usi la Carta d'Identità Elettronica per accedere ai servizi online della pubblica amministrazione. È l'elemento che collega la tua identità digitale alla tua posizione presso l'anagrafe tributaria.

È legale calcolare il codice fiscale online?

Sì, il calcolo codice fiscale è perfettamente legale. L'algoritmo è pubblico ed è definito da un decreto ministeriale, quindi chiunque può applicarlo per ottenere la stringa a partire dai dati anagrafici. Ciò che richiede attenzione è il trattamento dei dati personali altrui, che va fatto solo con il consenso della persona interessata.

Il codice fiscale contiene informazioni sulla mia religione o etnia?

No. Il codice fiscale codifica solo cognome, nome, sesso, data e luogo di nascita. Non contiene alcuna informazione su religione, etnia, orientamento, stato di salute, reddito o opinioni. È un identificativo puramente anagrafico e fiscale, costruito con le regole tecniche del 1976.

Cosa indica la prima lettera del codice fiscale?

La prima lettera del codice fiscale è semplicemente la prima consonante del cognome, o la prima vocale se il cognome ha poche consonanti. Non ha un significato speciale diverso da questo. Le prime tre lettere insieme rappresentano il cognome secondo le regole di estrazione delle consonanti e delle vocali.

Posso calcolare il codice fiscale di una persona deceduta?

Sì, il codice fiscale di una persona deceduta si calcola con lo stesso algoritmo, usando i suoi dati anagrafici. Il codice resta associato alla persona anche dopo il decesso e viene usato nelle pratiche di successione ereditaria e nella chiusura delle posizioni fiscali. Serve spesso agli eredi per completare gli adempimenti.

Chi ha creato il sistema del codice fiscale?

Il codice fiscale è stato istituito dallo Stato italiano con la riforma tributaria del 1973, che ha creato l'anagrafe tributaria. Le regole tecniche di costruzione dei 16 caratteri sono state definite dal Ministero delle Finanze con il decreto del 23 dicembre 1976. Non è quindi opera di un singolo autore, ma il risultato della normativa fiscale di quegli anni.

Che differenza c'è tra codice fiscale e tessera sanitaria?

Il codice fiscale è la stringa di 16 caratteri che ti identifica; la tessera sanitaria è il documento fisico che lo riporta, aggiungendo le funzioni legate al Servizio Sanitario Nazionale. In altre parole, il codice è l'informazione, la tessera è il supporto. Puoi conoscere e usare il tuo codice anche senza avere la tessera in mano.

Il codice fiscale cambia se cambio cognome dopo il matrimonio?

No. Il codice fiscale si basa sul cognome anagrafico, che con il matrimonio non cambia, dato che in Italia l'eventuale cognome del coniuge si aggiunge ma non sostituisce quello originario ai fini anagrafici. Il tuo codice fiscale resta quindi lo stesso anche dopo il matrimonio.

Il codice fiscale italiano funziona all'estero?

Il codice fiscale ha valore in Italia e nei rapporti con l'amministrazione italiana. All'estero non è un identificativo riconosciuto, perché ogni Paese ha il proprio sistema. Resta però utile per gli italiani residenti all'estero iscritti all'anagrafe consolare, che continuano ad avere il loro codice per le pratiche con l'Italia.

Quanto è affidabile il calcolo automatico del codice fiscale?

Il calcolo codice fiscale automatico applica in modo preciso le regole del decreto del 1976, quindi è affidabile e coincide con il codice ufficiale nella grande maggioranza dei casi. Le uniche differenze possono nascere dai casi di omocodia, che modificano il codice ufficiale, o da dati anagrafici inseriti in modo diverso da quelli registrati. Per questo il risultato va sempre considerato indicativo e confrontato, quando serve, con il codice dell'Agenzia delle Entrate.

Il codice a barre sulla tessera contiene il codice fiscale?

Sì, il codice a barre e la banda magnetica presenti sulla tessera sanitaria contengono il codice fiscale del titolare, insieme ad altri dati tecnici. Servono a leggere rapidamente il codice, per esempio in farmacia o allo sportello, senza doverlo digitare a mano. Il codice fiscale resta comunque stampato in chiaro sul fronte della tessera.

Il codice fiscale è obbligatorio?

Di fatto sì, perché senza codice fiscale non è possibile lavorare regolarmente, accedere alla sanità pubblica, firmare la maggior parte dei contratti o svolgere pratiche con l'amministrazione. Chi risiede o opera in Italia ne ha bisogno per quasi ogni rapporto formale, e per questo l'attribuzione avviene molto presto, già alla nascita per chi nasce in Italia.

Cosa faccio se trovo un errore nel mio codice fiscale?

Se il codice sulla tessera contiene un errore, per esempio un dato anagrafico sbagliato, devi segnalarlo all'Agenzia delle Entrate, che verifica la posizione e, se necessario, rettifica il codice e riemette la tessera. Prima di allarmarti, controlla con il calcolatore che l'errore sia reale e non dovuto a un caso di omocodia, che modifica legittimamente il codice sostituendo alcune cifre con lettere.

Fonti ufficiali, trasparenza e avvertenze

Trasparenza: questo è un sito indipendente, non affiliato all'Agenzia delle Entrate né ad altri enti pubblici. Il codice calcolato ha valore indicativo. L'unico codice fiscale con valore legale è quello attribuito dall'Agenzia delle Entrate.

Le regole di calcolo codice fiscale che usiamo derivano dal Decreto del Ministero delle Finanze del 23 dicembre 1976, che ha fissato le caratteristiche tecniche del codice fiscale, e dalla normativa successiva sull'anagrafe tributaria. La tabella dei codici catastali dei comuni si basa sugli elenchi ufficiali ISTAT, mentre i codici degli Stati esteri e le procedure ufficiali provengono dall'Agenzia delle Entrate, aggiornati periodicamente.

I contenuti di questa guida sono a cura di Giulia Ferretti, redattrice esperta di fisco e adempimenti, e vengono aggiornati quando cambiano regole, dati o procedure. Il metodo di verifica che seguiamo è descritto nella pagina dell'autrice e in Chi siamo.

Ci teniamo a essere chiari su cosa siamo e cosa non siamo. Non rilasciamo codici fiscali con valore ufficiale, non richiediamo pagamenti e non conserviamo i tuoi dati. Per ottenere, verificare o rettificare in modo ufficiale il tuo codice, per la tessera sanitaria e per ogni pratica che richiede valore legale, il riferimento è sempre l'Agenzia delle Entrate e i suoi canali ufficiali.

Se hai bisogno di svolgere le altre operazioni sul codice, ricorda che trovi lo strumento per il codice fiscale inverso, quello per la verifica del codice fiscale e la guida completa per chi è nato all'estero. Lo strumento di calcolo codice fiscale in cima a questa pagina resta gratuito e pronto all'uso ogni volta che ti serve.

Il nostro obiettivo è darti uno strumento affidabile e una guida chiara, così puoi capire davvero come funziona il tuo codice fiscale invece di limitarti a copiarlo. Salva questa pagina tra i preferiti: la prossima volta che dovrai calcolare, controllare o semplicemente ricordare il tuo codice, la troverai già pronta.